Le antiche arti cinesi di autodifesa dai movimenti armonici, praticate per aumentare la forma fisica e l'equilibrio psichico, sviluppare le capacità di movimento, aumentare la sensibilità e conservare la salute.
Lo studio é basato sulla conoscenza dell'anatomia, fisiologia, psicologia e ricerca degli equilibri.






ZHENG ZONG
(Vera Sintesi)

La forma che pratichiamo

In Cina intorno agli anni '30 di questo secolo(1900) si costatava una generale degradazione ed una dispersione del sapere pratico del Tai ji quan.
Nel 1936 una commissione fu incaricata di fare una sintesi delle varie forme di Tai ji con l'obiettivo di formare un Tai ji quan che superasse i limiti di ciascuna scuola.
Chen Pan Ling faceva parte di questa commissione che era composta da maestri rinomati rappresentanti le differenti scuole. Fu così realizzato il Tai ji quan unificato.
Chen Pan Ling immette nella sua forma di Tai ji anche elementi di Xing yi quan e di Ba gua quan (boxe interna).
In effetti, questo forma (Tao-lu) riunisce differenti aspetti: la potenza del Chen, la flessibilità dello Yang, i cerchi del Ba gua, le linee dello Xing yi quan.
Questa forma fu successivamente arricchita ad opera di Wang Shu Jin in quanto presentava ancora dei difetti dal punto di vista del lavoro sull'energia e della logica del combattimento.
Egli creò così un Tai ji più efficace e realista, rispondente ai principi fondamentali del Tai ji.
Questa forma prende il nome di Tai ji quan delle sintesi autentiche.
Esso mantiene la conformità alla realtà del combattimento e comprende un gran numero di tecniche sottili, allo stesso tempo ogni movimento corrisponde alla regolazione dei meridiani.

Per beneficiare completamente dell'intelligenza e dell'efficacia di ciascun movimento occorre effettuare questa forma (tao-lu) impiegando circa 35 minuti. Ogni movimento va eseguito con una gran distensione del corpo, tuttavia bisogna cercare la disponibilità ad un'esplosione di forza in qualunque momento. Questa disponibilità si acquisisce attraverso l'esercizio del Da cheng quan (Yi quan).

 

William Marino

 

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Tai Chi Chuan
meraviglie del cosmo misterioso
...e relative speculazioni cosmogoniche




PREMESSA

Potrebbe sembrare banale iniziare questa pagina sostenendo che il Tai Ji Quan sia un'arte marziale.

Curiosamente , di questi tempi ci capita di leggere , nelle più autorevoli riviste di arti marziali, alcune tesi sostenute e propagandate da maestri/guru , di oramai indiscussa fama, che attribuiscono al Tai Chi Chuan poteri al limite del paranormale, quasi da far invidia alle sceneggiature dei più fantasiosi film di Spielberg.

Lungi da me denigrare questa splendida arte marziale che, umilmente e appassionatamente , ho studiato e tutt'ora studio da vent'anni a questa parte.

William Marino


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T.J.Q. e i suoi neologismi

Originariamente si scrive Tai Ji Quan (T.J.Q. il suo acronimo).

Purtroppo è capitato che la maggior parte della gente - compreso qualche maestro - leggendolo lo abbia “distrattamente” o peggio ancora “tristemente” pronunciato:  “Tai Gi Cuan”.

Quindi, si è progressivamente optato per una scrittura più inglesizzata, dunque più facile da ricordare, visto che la “H” in quella lingua, ormai universale, ingentilisce le vocali.

Comunque, molti episodi testimoniano l'orrido delle intenzioni vedendo maestri che hanno tentato (e qualcuno ci prova ancora) di storpiare il nome di questa antica disciplina a proprio uso e consumo, tipo: “Thai Ji, Tai Chi Tchuan, Tay Chi Ch'uan, Tai Ji Chu'an, Tai Ki-K'iuan, T'ai Qi, T'ai Chi Ch'üan"...e via con la fantasia.

Tali distorsioni non sono causate da traslazioni linguistiche, quelle sarebbero ovviamente giustificabili, ma sono invece mirate a personalizzare, riorganizzare e ri-originalizzare (scusate il neologismo) le verità storiche di una scuola di combattimento finalizzandole all'edonistico uso e consumo di questi “Grandi Maestri” propositori del “New Age TaiChiChuan New Style”.

William Marino

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ENERGIA INTERIORE

...Se quanto appena scritto non bastasse, ormai il Tai Chi Chuan viene definito come un frappè di:
- Scienza
- Medicina
- Filosofia
- Risveglio della Coscienza (chissà di quale coscienza e chissà poi il perchè?!?)
- Arte marziale (si, in origine lo era... ma adesso è un mezzo per far circolare l'energia, inoltre è meglio non parlarne più di tanto altrimenti si perde molta clientela, soprattutto quella femminile e quella composta dai radical-chic).
- Sviluppo dell'Energia Interiore, dando per scontato cosa sia l'energia interiore, senza preoccuparsi della proprietà di linguaggio nella lingua italiana; e senza chiedere, con un pò di umiltà, il permesso di tali esternazioni ai veri studiosi della Scienza e della Medicina.
Cosa è  questa benedetta Energia Interiore?
Sembra facile rispondere a questa domanda?
Mi piacerebbe che ogni lettore ci riflettesse su con distaccata attenzione, senza dare per scontata la risposta.

Sicuramente, il termine di “ENERGIA INTERIORE” non possiamo definirlo come potenziamento delle facoltà morali e nemmeno intellettuali, dunque nemmeno mentali (personalmente non mi risulta che ai praticanti siano stati rillevati aumenti di quoziente d'intelligenza).
Al massimo, potremmo raggiungere, attarverso una corretta pratica, un aumento delle facoltà percettive e priopriocettive,

...quindi possiamo meritevolmente potenziare anche le nostre capacità di equilibrio biomeccanico,
...Conseguentemente può aumentare anche la nostra potenza fisica
(nb: dipendentemente da quanto si suda... ovviamente!!)
Comunque sia - forse potrà sembrare strano - ma tutto questo succede in qualsiasi attività aerobico/sportiva.

All'interno degli studi sul Tai Ji Quan sono state scoperte effettivamente eccezionali qualità terapeutiche, ma di questi argomenti vedremo un'ampia panoramica nei capitoli successivi.
Comunque, è d'obbligo rammentare che gli effetti terapeutici del Tai Chi Chuan sono stati scoperti agli inizi del 1900, ossia 300 anni dopo la nascita di questa Arte Marziale; non prima!
Il merito di tali scoperte è riconducibile al Dottore Yang Cheng Fu che attorno al 1920 scoprì che se i movimenti del TjQ fossero stati più allungati rispetto alla reale pratica marziale, essi avrebbero causato i medesimi effetti della digito pressione e di alcune tecniche dell'agopuntura, dal momento che venivano sollecitati i meridiani (nella medicina tradizionale li possiamo definire come percorsi nevralgici, tendinei e cardiovascolari).

Combinazione vuole che nello stesso periodo le arti marziali in Cina incominciavano ad essere vietate.
Nel caso qualcuno fosse stato scoperto a praticarle... la pena poteva anche essere la morte.
Il Regime Comunista di Mao Tze Tung (Dong) aveva permesso l'allenamento delle arti marziali solamente ai Circensi, con il fine di allietare gli spettacoli (quindi, di fatto non si trattava più di arte marziale, ma solo di acrobazie travestite da WuShu Kung Fu).

L'unica altra arte che poteva essere praticata era il Tai Chi Chuan, ma solo se praticata come forma di ginnastica rilassante (quindi svuotando completamente gli studi della forma dalle sue origini ed aplicazioni)...guarda caso, proprio come suggerivano gli studi del Dottor Yang Cheng Fu.
In questo modo si permetteva agli operai e operaie addetti alle catene di montaggio ogni 3/4 ore di lavoro incessante di praticare il TjQ per rilassarsi e sgranchire ossa e muscoli pur rimanendo comunque vicini alla postazione di lavoro.


William Marino

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ASPETTI CULTURALI DEL TAI CHI QUAN

Durante la lettura di certi “Saggi sul TjQ” proposti dai vari Maestri/Guru, oramai elevatisi quasi a Santoni della Nuova Era, si incontrano abbondanti miscele ed insalate colme di teorie e concetti relativi a:

Vitalità, Anima, energia, Dao, Legge dell'Universo.

Peggio del peggio, nel frullatone proto-New Age vengono tritati  con stupefacente incoerenza Buddismo e Confucianesimo, Taoismo e Raja Joga, Hata joga e Tai chi, Tai ji e Pranayama.

Praticamente mancano solo all'appello i super poteri di Batman e dell'Uomo Ragno conditi di taumaturgici mantra tibetani, un pò di mistico incenso... et voilà! ecco il Tai Chi Chuan del nuovo millenio pronto e condito per quelle persone che vorrebbero aumentare le loro facoltà, ricercandole in un mondo beato e pieno di Filosofia esoterica, senza per altro sudare e faticare più di tanto!!!

William Marino

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ESSOTERISMO E TAI CHI CHUAN - ESOTERISMO E SHAOLIN QUAN

Peccato che il Tai ji Quan non sia ne' Buddista, ne' emanazione del Confucianesimo, e che soprattutto non esista nessuna attinenza o corrispondenza con lo yoga.

Mischiare con tanta leggerezza religioni, filosofie e correnti culturali... è come se uno Scintoista pasticciasse i principi Cristiani, Ebraici e Mussulmani solo perchè, in fin dei conti, sono tutte e tre religioni monoteiste e, tutto sommato, sono state originate più o meno nella medesima area geografica.

il TJQ nasce come scuola di combattimento “ESSOTERICO” (...e non esoterico, gli esoterici erano i Monaci Shaolin Buddisti).

il TJQ è Essoterico perché il Taoismo è di per se una fiilosofia essoterica e non esoterica.

Perché il Taoismo (fondatore Lao Tse) nasce come Filosofia di vita popolare (tradizioni, legende, alchimie e magie varie non devono trarre in inganno: il tutto andrebbe sempre analizzato e approfondito con autentico impegno).

Invito calorosamente tutti i lettori a cercare sui libri (quelli veri!!) la definizione di Taoismo!

...e meglio ancora sarebbe studiarselo per davvero il Taoismo prima di sproloquiare alla Harry Potter.

Giusto per avvalorare tale affermazione, cito la definizione della parola Essoterismo tratto dal Grande Dizionario Garzanti:

Essoterico = si dice di un insieme di filosofie o religiose destinate alla più ampia diffusione, anche presso i profani (si contrappone a ESOTERICO) 2. esterno, pubblico, comprensibile a tutti.

Questa é stata la più grande differenza storica e culturale tra il Taoismo “Essoterico” e il Buddismo “Esoterico”, praticato esclusivamente all'interno dei Monasteri. I monaci Shaolin, infatti, si ritiravano all'interno del Monastero e non divulgavano assolutamente il loro sapere; inoltre, l'accesso al monastero era ed é tutt'ora interdetto ai forestieri.


William Marino

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CHEN WAN TING E CHENJAGOU

Un'altra leggenda da sfatare è che il TjQ fosse un'antica arte “tenuta segretissima” al di fuori della Famiglia Chen.

Al di la dei rapporti sopra descritti tra Tai Chi Chuan e Taoismo, vorrei ricordare che il TjQ nasce come prima forma codificata per l'addestramento al combattimento da Chen Wan Ting (1600-1680), che era un Generale dell'Esercito dell'Imperatore della Dinastia Ming.

In molte pubblicazioni italiane si legge che il Generale Chen, una volta andato in pensione, si mise a creare di sana pianta tutta una serie di procedure di addestramento e a concepire le più micidiali tecniche di combattimento: e tutto questo, secondo la leggenda, lo avrebbe fatto solo per tenerselo stretto e segreto all'interno del suo parentado...

Beh, riflettendoci un minimo... un'ometto così, che se ne va in pensione dopo aver fatto guerre per tutta la sua vita... e si mette lì a concepire un'impresa così grande ed impegnativa ad esclusivo utilizzo familiare... mi sembra francamente un pò idiota!

Anche volendo parlare della Famiglia... il concetto di Famiglia in quel tempo era praticamente esteso a tutto un popolo; tant'è che l'intero Villaggio/Paese portava il nome della Famiglia Chen (Chenjagou).

Non bisogna sforzare troppo le meningi per ricordarsi che, anche nel nostro Paese, vivevamo storicamente nei “Casati”, e il concetto di “famiglia” era ben più ampio rispetto al nucleo dei parenti più intimi.

Ancora oggi, in alcuni paesini delle nostre campagne, possiamo trovare  la maggior parte degli abitanti che porta lo stesso cognome.


William Marino

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COME NASCE IL TAI CHI CHUAN

Come gia ricordato, il Generale Chen Wan Ting ricevette l'incarico di formare un Esercito dall'Imperatore della dinastia Ming.

La storia scrive sul generale Chen Wan Ting che nel 1618 gli furono conferiti incarichi militari nelle province dello Shandong, dello Zheli e del Liaodong.

Il Tai Ji Quan è la sintesi della “Concatenazione dei Pugni”(Pao Quan) e delle ventinove posizioni descritte da un'altro generale della dinastia Ming “Qi Jiguang” nel suo trattato della Boxe “Quanjing”.

lo Scopo del Tai Chi Quan era di addestrare nel minor tempo possibile i soldati arruolati.

Soldati che sicuramente non possedevano doti intellettuali tali da assorbire il nettare filosofico di quel tipo di Tai Chi tanto decantato dai maestri dei giorni nostri.

I soldati arruolati, altro non erano che contadini strappati dalla terra, ovviamente analfabeti.

Tanto per smantellare altre leggende metropolitane, va fatto osservare ai lettori che la Cina, contrariamente a quanto si propaganda dai media della New Age, non è un supermercato di cultura, scienza e filosofia dove ogni cinese del passato poteva essere imbevuto di filosofia, Feng Shui, Kung Fu, con perfetta conoscenza dei meridiani, eccetera...

..tutto questo significa dimenticare la realtà quotidiana di un popolo numerosissimo ed essenzialmente rurale.

La Cina è da sempre stata minacciata senza sosta da guerre di confine e da guerre interne, il che la spinse di conseguenza a sviluppare una forte tradizione di autodifesa pratica e materiale, senza potersi permettere lussuose e gratuite speculazioni mentali o filosofiche.

Come in tutto il resto del mondo, nel 1600 la cultura e la scienza erano in mano a pochissimi personaggi di alto lignaggio, che ben si guardavano dal farsi coinvolgere nelle dispute e soprattutto nelle battaglie; anche se erano militari,  certamente non dirigevano le manovre dalla prima linea.

Una drammatica quanto inconfutabile verità, é che in Cina il 98% della popolazione è stata analfabeta fino al 1950; e sempre fino a quella data, all'interno della Cina, da un paese all'altro, si parlavano lingue differenti; solo con l'avvento della Rivoluzione Cinese si vedono le prime alfabetizzazioni di massa e l'unificazione della lingua “Mandarino”.


William Marino

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LO SVILUPPO DEL TAI CHI CHUAN

La curiosità che distingue la pratica del Tai Chi Chuan rispetto a tutte le altre forme di WuShu KungFu è il movimento lento e armonico degli esercizi.

Anche questo aspetto è errato!

Anzi, meglio sarebbe definirlo superficiale!

Durante l'esecuzione della forma, il fatto di praticarla con gesti lenti, serve per porre la masima attenzione alla biomeccanica dei movimenti.

Anche i pugili, quando praticano la Shadow-Boxe davanti allo specchio cambiano la velocità di esecuzione.

Questo serve per accorgersi (grazie ai movimenti lenti) se stanno facendo qualche errore biomeccanico.

La stessa cosa vale per le escuzioni “Tao-Lu” del Tai Chi Chuan; è giusto studiarli molto lentamente, ma non per entrare in uno stato di estasi!!

Lo studio della “Forma Lenta” è solo la parte propedeutica (ossia siamo solo agli inizi!!!).

Dopo aver acquisito le abilità biomeccaniche necessarie, le forme lente devono essere praticate con progresiva velocità e successivamente (la velocità servirà per far diventare davvero fluidi e scattanti i movimenti come se fossimo dei gatti o dei serpenti), superata l'abilità della velocità, si dovranno praticare contemporaneamente i “FA-LI” ossia le esplosioni di potenza (il fine è diventare veloci come Tigri e potenti come Orsi).

Ecco come il Tai Chi Chuan diventa una vera arte marziale !
Non prima e non in altre maniere!! !

...E successivamente sarà buona cosa poi studiarne almeno le tecniche pratiche (cioè metterle in pratica con dei combattimenti) altrimenti sarà come imparare a guidare un autocarro su internet, senza mai fare un vero confronto con la realtà.

Per pratica si intende vedere per davvero fino a che punto i nostri studi sono stati efficenti...o deficenti.

Tutto terribilmente semplice, tutto terribilmente banale, tutto terribilmente reale!!!

William Marino

 

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Storia del Taiji Quan

Brevi cenni storici

Le origini del Tai ji sono molto remote e oscure; le genealogie dei suoi antichi maestri, pervenute fino a noi, sono spesso avvolte nella leggenda e non è possibile separare le informazioni storiche dall'aspetto mitologico che spesso le accompagnano.


Sull'origine del TJQ esistono al momento diverse teorie, quella leggendaria afferma che fu un'invenzione dell'eremita Zhang Sanfeng (Zhang dei tre picchi) vissuto nel 1100 sul monte Wudang.
Si dice che suggerimento gli venne dall'osservazione di un combattimento tra una gazza e un serpente, dove il serpente vinse perché combatteva con flessibilità e con movimenti curvilinei.
Un'altra leggenda dice invece che il suggerimento venne dall'Imperatore Nero (Xuandi, il vero guerriero) che in sogno gli insegnò questa formidabile tecnica di combattimento a mani nude.
E' possibile, però, che l'aver attribuito a Zhang il Taiji Quan derivi dall'esigenza dei cinesi di attribuire l'invenzione di qualsiasi tecnica ad un personaggio famoso, nobilitandone in questo modo le origini.
Si attribuiscono a Zhang le tredici posizioni fondamentali del Taiji Quan, corrispondenti agli otto trigrammi dello Yi Jing e ai cinque elementi fondamentali dell'antica cosmologia cinese.
Zhang Sanfeng segna la divisione del pugilismo cinese in due scuole: morbida e dura, o interiore ed esteriore.
Bisogna ricordare che in precedenza esistevano delle tecniche di combattimento (Shaolin quan) solo nei monasteri buddisti già dal IV secolo d.C., praticate dai monaci sia per mantenersi in salute sia per difendersi dagli attacchi dei briganti.
Verosimilmente il Taiji Quan proviene dai vari metodi molto antichi e quindi non esiste un vero ideatore.

E' tradizione considerare del Tai ji, le diverse forme o stili, che prendono il nome dalle famiglie cinesi che l'hanno tramandato. Lo stile Yang è il più diffuso, seguito dallo stile Wu, Chen e Sun.
Tuttavia le forme non sono nettamente distinguibili le une dalle altre, dato che le varie correnti si sono spesso incrociate e sovrapposte. L'insegnamento, tramandato di padre in figlio con poche eccezioni, è stato tradizionalmente conservatore.
I praticanti dimostravano la loro devozione attraverso l'obbedienza assoluta e silenziosa. Dato che non c'era spazio per domande, gli studenti più creativi erano costretti a rompere i rapporti con i loro insegnanti, dando origine, così ad una lunga storia di scismi.

La prima scuola: la scuola Chen
Chen Wangtin (XVII sec.) ideò una forma di Taiji Quan, successivamente elaborata dalla sua famiglia, che inoltre usò per prima il termine TJQ nel XIX sec..
Il TJQ ideato da Chen Wangtin sembra esserela sintesi d’altre tecniche di combattimento, alla fine il suo stile prevedeva cinque forme più due supplementari: pao twi (pugni come cannoni) e il lungo quan (cento otto posizioni).
Si pensa anche che alla famiglia Chen il TJQ fu insegnato da Jiang Fa allievo di un certo Wang Zongyue originario dello Shanxi, a cui sembra vada il merito di aver unito in una forma continua le tredici posizioni ideate da Zhang.
Se si deve alla famiglia Chen il merito di aver organizzato in modo organico le tecniche del Taiji, è alla famiglia Yang che si deve la diffusione del Taiji.
Infatti, si dice che Yang Luchan allievo di Chen Chanxing (1771/1853) divenne tanto bravo da avere il permesso di insegnare anche fuori dalla famiglia Chen.
Yang tornando al suo paese vinse tutte le sfide senza mai ferire nessuno.
Per la sua bravura, la famiglia imperiale lo chiamò come insegnante.
Egli modificò la tecnica per due motivi: i membri della famiglia imperiale non potevano sopportare l'allenamento tradizionale troppo duro e i Quing (Manciù) erano nemici dei cinesi Han, quindi insegnare la forma tradizionale equivaleva ad un tradimento.


La Scuola Yang
Yang Luchan insegnò il TJQ ai suoi tre figli che a loro volta svilupparono un loro personale modo di praticarlo.
Yang Banhou (1837/1890) si specializzò in una tecnica a movimenti più serrati, la "piccola concatenazione" (xiao jiazi); Yang Jianhou (1847/1917) si dedicò ad una "concatenazione media" (shong jiazi); Yang Fenghou (morì giovane) praticò la "grande concatenazione" (da jiazi) simile a quella del padre.
Il padre era così severo che cercarono più volte di scappare senza riuscirci.
Divennero bravi, ma impararono per forza.
Yang Banhou fu un pessimo insegnante e di carattere litigioso, non esitava ad uccidere chi lo sfidava.
Yang Hianhou era più gentile ed ebbe più allievi, il suo terzo figlio fu Yang Chengfu (1883/1931) cui va il merito di aver diffuso in tutta la Cina il Taiji e che iniziò ad insegnarlo anche come tecnica profilattica.
In quest'epoca si delinea il cambiamento della natura del TJQ, che, da esclusiva tecnica di combattimento, divenne anche tecnica psicosomatica.
Inoltre è probabile che la tecnica marziale, la cui diffusione poteva minacciare i Quing, fosse nascosta dietro un'apparente ricerca interiore di natura taoista, cosa che prima non fu per nulla nascosta.
Ad ogni modo anche Yang Chengfu imparò il TJQ solo per dovere e ci si dedicò completamento solo alla morte del padre.
Studiò molto per conto suo e divenne famoso.
Modificò la forma semplificata (sinjia, nuovo ramo) secondo la sua esperienza, enfatizzando le posizioni larghe benefiche alla salute.
Nonostante si dica avesse circa 10.000 allievi, era un pessimo insegnante: durante la pratica si sedeva a guardare, ogni tanto mostrava un movimento, si allenava poco, parlava poco (per due anni Zheng Manquing si sentì dire solo "rilassatevi") e gli allievi avevano paura di lui (sempre Zheng gli chiese per due volte di poter praticare tui shou e fu messo immediatamente KO).
Se qualche suo allievo raggiunse un certo livello, fu certamente per merito proprio, come per Zheng Manquing che essendo un intellettuale (famoso artista e medico) di costituzione debole alla fine sviluppò un TJQ suo.
Fu Zheng Manquing uno dei primi maestri di TJQ ad insegnare in occidente (New York) e a pubblicare libri in inglese perciò si pensa che il suo TJQ sia quello tradizionale.
Invece è una forma che ha subito molte variazioni e si è modernizzata partendo dal tradizionale per arrivare al così detto evolutivo spontaneo (tsujan, conforme alla natura).
In ciò seguendo altre forme marziali come il Bagua, l’Hsing-i (un tipo di Shaolin), l'Aikido, al fine di ricercare l'essenziale e rigettare il superfluo.

La scuola Wu
Fu fondata da Wu Janquan (1870/1942) che imparò il combattimento da suo padre Wu Quanyou che era stato discepolo di Yang Banhou.
Egli imparò dunque la "piccola concatenazione", dai movimenti più contratti.
I movimenti contratti, nei quali il tronco è più inclinato che nella scuola Yang, costituiscono la particolarità della scuola Wu.




William Marino

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Aspetti Medico Scientifici

Tai Chi Chuan - Tecnica cinese per il benessere psicofisico

Il Taiji Quan è un'antica disciplina mentale e corporea cinese che consiste in una serie codificata di numerosi movimenti da eseguire lentamente e con scioltezza.
E’ praticato quotidianamente dalla gran parte della popolazione cinese, persino nei giardini pubblici.
Derivato da antiche forme di combattimento marziale si prefigge di aumentare nel praticante il controllo della sua energia vitale allo scopo di migliorare il suo equilibrio psicofisico.
I suoi benefici nella prevenzione e cura di molte malattie, sono così evidenti che il Governo Cinese lo ha inserito come materia d’insegnamento nelle scuole superiori e nelle università.


Effetti del Taiji Quan sulla salute
Secoli di pratica del TJQ ne hanno testimoniato l'importanza nella salvaguardia della salute e nella prevenzione delle malattie, per questo la Cina è stata una delle prime nazioni ad inserire gli esercizi fisici terapeutici utilizzati nella pratica clinica, mentre un'ampia documentazione ha dimostrato con dati oggettivi l'efficacia della sua azione non soltanto sul mantenimento dell'equilibrio fisico, ma anche su una gamma di malattie quali la neurastenia, l'ipertensione, l'ulcera gastrica o duodenale, le cardiopatie, la tubercolosi ed altre malattie croniche.
La pratica del TJQ non solo prevede il lento movimento di tutti i muscoli e di tutte le articolazioni, ma richiede anche che la respirazione ed il movimento del diaframma siano conformi al ritmo dell'esercizio e che l'esecutore si mantenga rilassato nel corpo e contemporaneamente concentrato nella mente.
Questi accorgimenti permettono che si produca un effetto sedativo riequilibrante sul sistema nervoso centrale, che a sua volta è stimolato ad attivare o a migliorare le funzioni d’altri sistemi o apparati.
Allo scopo di verificare questi effetti, il Centro Ricerche in Medicina dello Sport di Pechino ha svolto un'indagine su un gruppo d’adulti ed anziani d’età compresa fra i 50 e gli 89 anni.
Nella serie in esame, composta di 88 persone, sono stati messi a confronto un gruppo di 32 soggetti praticanti regolarmente il TJQ, con un gruppo di 56 soggetti non praticanti; il confronto fra i due sottogruppi ha rivelato che il primo, a parità di età, era in condizioni fisiche decisamente migliori dell'altro, rilevate non solo ad un esame di carattere generale, ma soprattutto in sede di valutazione delle funzioni metaboliche ed ai test funzionali del sistema cardiovascolare, del sistema respiratorio e dell'apparato osteoarticolare.
I risultati di questo studio degli effetti fisiologici del TJQ sui principali sistemi ed apparati dell'organismo umano, sono stati resi pubblici dalle autorità medico-sportive cinesi e sono riportati qui di seguito.

Effetti del TJQ sul sistema nervoso
Dagli sviluppi più recenti della neuro-fisiologia ed in particolare attraverso lo studio del sistema nervoso centrale, è sempre più chiara l'importanza del ruolo che quest'ultimo gioca nell'economia dell'organismo umano.
Sappiamo che il sistema nervoso, in particolare il cervello, rappresenta il centro che governa e regola in senso funzionale ed organico tutti gli altri distretti del corpo; attraverso la complessa funzione integrata del sistema nervoso (riflessi condizionati e non), l'uomo può adattarsi all'ambiente e trasformarlo a proprio vantaggio e allo stesso tempo riadegua le attività di tutti i propri sistemi ed organi.
Pertanto qualsiasi esercizio fisico che migliori la complessa funzione del sistema nervoso centrale è salutare per l'intero organismo, questa è in sintesi l'azione esercitata dal TJQ.
Nell'esecuzione del TJQ si richiede che il praticante sia rilassato, pienamente concentrato e capace di dirigere la sua completa attenzione su qualsiasi parte del proprio corpo, la qual cosa è già di per sé un'ottima disciplina per la mente. Inoltre il movimento degli occhi, delle braccia, del busto e delle gambe devono essere armoniosi, privo di dissonanze o interruzioni, improvvise.
A causa della complessità d’alcuni movimenti, è necessario possedere un appropriato controllo del corpo ed un adeguato senso dell'equilibrio, requisiti che si possono ottenere soltanto attraverso un'intensa attività cerebrale, ciò attiva di conseguenza in misura elevata i meccanismi ed i processi fisiologici del sistema nervoso centrale e di tutti gli altri sistemi ed apparati dell'organismo.
La sperimentazione ha dimostrato che lo stato d'animo in cui si deve predisporre il praticante, persino prima di cominciare l'esercizio, può già di per sé influenzare il chimismo del sangue, il processo dinamico della circolazione, gli scambi respiratori.
Uno spirito sereno nel corso dell'esercizio riveste maggiore importanza per i pazienti affetti da malattie croniche, poiché non solo riattiva sotto ogni aspetto i meccanismi fisiologici, ma contribuisce ad eliminare gli stati d'animo negativi spesso abbinati a queste malattie.

Effetti sugli apparati cardiovascolare e respiratorio
Gli effetti della "boxe con le ombre" sul sistema cardiovascolare sono strettamente legati alla sua azione sul sistema nervoso.
I movimenti attivano i muscoli e le articolazioni e danno origine ad una respirazione ritmica che coinvolge soprattutto il diaframma, stimola la circolazione del sangue e della linfa e riduce la stasi sanguigna.
Com'è noto, contrarre e rilassare sistematicamente tutti i muscoli scheletrici promuove la circolazione venosa assicurando il ritorno del sangue venoso e quindi una pressione adeguata nell'atrio destro.
Anche la respirazione regolare favorisce la circolazione dal momento che, all'aumentare del volume toracico durante l'inspirazione, aumenta parallelamente la pressione interna negativa che a sua volta riduce la pressione nelle vene cave superiore ed inferiore, accelerando il ritorno del sangue venoso al cuore.
Con il rilassamento graduale del torace, i movimenti del TJQ risultano armoniosi e ben coordinati con il ritmo respiratorio, la respirazione stessa, resa più agevole e naturale, è in grado di esplicare pienamente le sue funzioni e risultato è il miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica.
Accade frequentemente che quando i muscoli del torace, delle spalle e dei gomiti di un atleta sono sottoposti a sforzo, la sua ventilazione viene visibilmente ostacolata dalla costrizione toracica, il che provoca una relativa ostruzione nella circolazione sanguigna, un aumento dell'afflusso di sangue al viso e la conseguente pulsazione delle vene del collo.
Nel Taiji Quan non si manifestano mai simili sintomi, molti movimenti richiedono una specie di "controllo addominale", che è un tipo peculiare di respirazione diaframmatica ottima per la salute.
I movimenti regolari del diaframma e dei muscoli mantengono una fluttuazione costante della pressione addominale: quando essa aumenta, si ha una compressione delle pareti venose e il sangue viene spinto con maggior vigore nell'atrio destro; per contro, quando la pressione si riduce, il sangue refluisce verso l'addome.
In questo modo, la respirazione ritmica dell'esercizio migliora la circolazione sanguigna nel suo complesso e il nutrimento del muscolo cardiaco in particolare.
In aggiunta, i movimenti del diaframma producono un massaggio costante del fegato, che contribuisce a risolvere il "sangue stagnante nel fegato" e migliora la funzionalità epatica.
Per tali motivi la pratica regolare del TJQ costituisce una valida misura terapeutica contro molti tipi di cardiopatie e contro l'arteriosclerosi.
Uno dei Test dell'indagine sperimentale condotto dal Centro Ricerche in Medicina dello Sport di Pechino sui due gruppi d’anziani, precedentemente menzionati, consisteva nel far salire e scendere da una panca alta 40 cm per 15 volte i due gruppi di soggetti; il primo gruppo, composto da coloro che praticavano il TJQ, ha evidenziato una funzione cardiovascolare decisamente migliore.
Tutti i componenti del gruppo, eccetto uno, hanno mostrato, a completamento del test, valori pressori e frequenza cardiaca nei limiti di una normale risposta fisiologica.
I reperti elettrocardiografici hanno confermato i risultati dei test: sempre nel primo gruppo, solo il 28% dei casi mostrava valori anormali, mentre nel secondo gruppo la percentuale saliva al 41,3%.
Dalle statistiche effettuate si rileva che la pratica regolare del TJQ determina un incremento dell'apporto di sangue alle coronarie, un aumento della contrattilità miocardica ed un miglioramento dei processi emodinamici; inoltre esso promuove la funzione regolatrice del sistema nervoso centrale, migliora la coordinazione tra i vari organi del corpo umano, determina un aumento del tono vagale, assicura un adeguato apporto di sangue e d’ossigeno ai tessuti e facilita il metabolismo delle varie sostanze.
A conferma di ciò, è stato riscontrato un numero inferiore di casi di ipertensione e di arteriosclerosi nel primo gruppo, dove la media della pressione sanguigna era di 134,1/80,8 mmHg, in confronto ad una media di 154,5/82,7 mmHg dell'altro gruppo; l'incidenza di arteriosclerosi era del 39,5 nel primo gruppo, contro una media generale del 46,4 nella fascia di età considerata.
I vari test di valutazione della funzionalità polmonare hanno dimostrato che gli esercizi costanti di TJQ determinano un aumento dell'elasticità del polmone e della capacità toracica, che ritarda il processo d’ossificazione delle cartilagini costali, un aumento della capacità ventilatoria polmonare e un incremento degli scambi metabolici d’ossigeno e d’anidride carbonica.
La capacità respiratoria del primo gruppo è risultata molto più ampia che nel secondo gruppo, il che indica chiaramente una maggiore validità dei muscoli respiratori e del diaframma, una maggiore elasticità polmonare, un ridotto grado d’ossidificazione delle cartilagini costali e quindi un minore impedimento all'attività toracica.
La respirazione lenta e profonda e l'impegno dei muscoli addominali durante la pratica del TJQ non solo aumentano la ventilazione polmonare, ma attraverso le variazioni ritmiche della pressione endoaddominale, accelerano il flusso sanguigno e gli scambi gassosi all'interno degli alveoli polmonari, quindi intervengono attivamente nel preservare la vitalità dei pazienti.
Questo spiega perché i componenti del primo gruppo erano in grado di controllare il respiro con maggiore facilità e poterono riprendersi più rapidamente al termine del test.

Effetti del Taiji Quan sull'apparato osteoarticolare
La pratica del TJQ rafforza i muscoli, le ossa, e le articolazioni. Ad esempio prendendo in esame la colonna vertebrale si deve mantenere il "torace in dentro, la vita e le spalle rilassate" ed usare la spina dorsale a livello della vita come "asse primario del movimento", questa condotta obbliga tutti i movimenti a fare perno sulla zona della vita.
La pratica costante di quest’esercizio fisico è salutare non solo per la struttura scheletrica, ma anche per il mantenimento di una normale morfologia della colonna vertebrale.
Tornando al test illustrato precedentemente, dall'osservazione del primo gruppo si è rilevato che soltanto il 25,8% dei componenti presentava deformazioni del rachide, mentre la media generale, nella fascia di età considerata, era del 47,2%.
Benché l'accentuazione della cifosi dorsale sia una deformazione tipica degli anziani, la diffusione di tale alterazione fra i praticanti del TJQ è molto inferiore ed anche la flessibilità del tratto lombare è più ampia.
Nel 77,4% dei casi, i componenti del primo gruppo erano in grado di flettersi fino a toccare le punte dei piedi, contro il 16,6% del gruppo di controllo.
Agli esami radiografici è risultato che anche il tasso d’incidenza dell'osteoporosi senile era molto inferiore al primo gruppo: 36,6% contro 63,8% rilevato nel secondo gruppo.
E' noto che questa sindrome degenerativa è causata principalmente dalla ridotta attività osteoblasti che comporta una produzione insufficiente di matrice ossea; di conseguenza la quantità di tessuto osseo, riassorbito supera quella neoformata, il che conduce a deformità vertebrali e all'immobilità del tratto interessato.
I movimenti del TJQ, tutti armoniosamente legati l'uno all'altro, mobilizzano ogni articolazione; tutto ciò suggerisce che la pratica costante dell'esercizio permette di prevenire o ridurre il processo d’invecchiamento in misura sensibile.


Effetti del Taiji Quan sul metabolismo basale
Non è ancora disponibile un'informazione completa su quest’argomento, tuttavia a giudicare dalle differenze riscontrate fra i due gruppi citati sia per quanto riguarda le modificazioni della struttura ossea, che l'incidenza dell'arteriosclerosi, risulta evidente che la pratica del Taiji Quan produce effetti rilevanti sul metabolismo dei lipidi, delle proteine, dei sali di calcio, di potassio e di fosforo.
Recentemente sono stati compiuti ampi studi in tutto il mondo sull'incidenza degli esercizi fisici sul processo d’invecchiamento, partendo dalla rilevazione dei parametri relativi al metabolismo delle sostanze organiche.
E' stato ad esempio riportato che il contenuto di colesterolo, presente nel sangue di un anziano, diminuisce dopo la pratica di un esercizio fisico della durata di 5 - 30 minuti e che questo si verifica in particolare nei pazienti affetti da ipertolesterolemia.
Le indagini condotte sul metabolismo di una serie di pazienti anziani affetti da arteriosclerosi, riportano che dopo 5 - 6 mesi di pratica del TJQ si verifica un aumento d’albumina nel sangue, mentre si registra una notevole diminuzione dei livelli ematici di globuline e di colesterolo, parallelamente ad una progressiva regressione della sintomatologia arteriosclerotica.
Queste rilevazioni, per quanto di carattere preliminare, offrono tuttavia ampi elementi indicativi del fatto che la pratica regolare del TJQ incide in una certa misura sul metabolismo corporeo.



Effetti del Taiji Quan sull'apparato digerente
Come già detto, dal momento che il miglioramento funzionale del sistema nervoso influenza positivamente l'attività di tutti gli altri sistemi, è evidente che la pratica del TJQ svolge un'azione sia preventiva sia terapeutica anche sulle patologie dell'apparato digerente (nelle sue svariate funzioni di peristalsi, secrezione ed assimilazione) derivanti da squilibri funzionali d’ordine neurologico.
Inoltre l'esercizio respiratorio può esercitare una stimolazione meccanica sul tratto gastro-intestinale, può accelerare la circolazione sanguigna e può quindi migliorare la digestione prevedendo la costipazione.
In sintesi, il TJQ può essere definito una ginnastica dolce che asseconda l'ordine fisiologico dell'organismo sotto tutti gli aspetti.



William Marino

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