Combattimento tradizionale cinese

Organizzazione di tornei di combattimento libero e interstile di Kung Fu.
Negli incontri é consentita sia la lotta in piedi che a terra; colpi con tutte le parti del corpo, proiezioni, leve articolari e strangolamenti.

 


COMBATTIMENTO INTERSTILE

Il Combattimento Interstile è costituito da tecniche offensive e difensive le cui basi sono state tratte dai vari Sport e discipline Marziali Cinesi, Thailandesi e Occidentali; applicate nel combattimento in maniera flessibile a seconda delle varie situazioni presenti in un confronto con l’avversario. Nel praticare il Combattimento Interstile l’atleta inizia dalle semplici tecniche di braccia, gambe e proiezioni oltre che allo studio di varie “guardie” per poi passare a combinazioni avanzate e a differenti tipi di spostamento. Negli incontri é consentita sia la lotta in piedi che a terra; colpi con tutte le parti del corpo, proiezioni, leve articolari e strangolamenti . Naturalmente il regolamento delle competizioni non concede l’applicazione di tecniche considerate pericolose come colpi agli organi genitali e alle parti molli in genere (occhi, collo, ecc..). Sia nell’allenamento che nelle competizioni, l’uso di adeguate protezioni preserva gli atleti da gravi infortuni.

William Marino

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SAN SHOU LEITAI

Sanshou leitai in cinese significa combattimento libero (San Shou) o combattimento totale, su pedana (leitai). San shou Leitai ha tradizioni antichissime rimaste in vita fino ai primi del 1900. Con l’avvento del regime di Mao tze Dong furono bandite tutte le arti marziali; in particolar modo il Sanshou Leitai perché ritenuto una delle pratiche di combattimento più cruente. Di fatto, possiamo definire San Shou Leitai come il FreeFighting cinese; ossia un combattimento dove tutte le tecniche sono consentite al fine di sopraffare l’avversario. I combattimenti di San Shou Leitai venivano organizzati attraverso tornei locali in tutta la Cina. La caratteristica di questi combattimenti era data dalla costruzione della pedana (Leitai) posta ad un metro e ottanta di altezza senza alcun tipo di scalini o scivoli per potervi salire. Quindi i combattenti dovevano possedere gia una rilevante prestanza fisica per parteciparvi. … di fatto queste erano sfide mortali in cui il combattente, una volta salito sulla pedana (Leitai) aveva solo tre possibilità per lasciarla:

1 - se aveva vinto, quindi ridotto l’avversario in fin di vita.
2 - se aveva perso, quindi ridotto egli stesso in fin di vita.
3 - se decideva di abbandonare (con un salto di 1.80mt.) e scappare da una folla di persone inferocita che aveva    scommesso sulla sorte dei combattenti.

Oggi il San Shou Leitai è stato reintrodotto nel panorama sportivo; pur avendo smorzato la sua cruenza mantiene comunque sempre un considerevole livello di tecniche violente. In alcune Federazioni questa disciplina viene organizzata su tre livelli di combattimento.

- Primo livello (light): sono consentite tecniche di calci, pugni, gomitate e ginocchiate.
- Secondo livello (medium): oltre alle tecniche sopraccitate si inseriscono anche leve articolari e proiezioni.
- Terzo livello (Full): in aggiunta ai primi due livelli si combatte anche a terra.

Uniche eccezioni:
- Sono vietati i colpi nelle parti molli del corpo e alla schiena
- A seconda delle Organizzazioni vengono consentite più o meno protezioni



William Marino




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