Arti
marziali del Sud Est Asiatico
Ardes
Kuntao
La parola Kuntao viene utilizzata per indicare genericamente la pratica marziale originaria Cinese, trasmigrata nell’area del Sud-Est Asiatico (Filippine e successivamente area Indo-Malesiana).
...Figurativamente si potrebbe paragonare alla traduzione di “Kung-Fu” dal cinese.
Il Suntukan Kuntao include concezioni relative agli stili interni, mantenendo tutti i criteri di un realistico “sporco” combattimento da strada.
Suntukan è un termine filippino che definisce il “pugno” come arma da combattimento non strettamente ispirata al pugilato sportivo convenzionale.
Kuntao è la conseguente trasmutazione dei prinicpi di: Suntukan, Ba Gua e Taikek (Taikek = Tai Chi Chuan trasmigrato sia a Taiwan sia nelle isole indo-malesiane).
Tali stili furono sintetizzati ed influenzati in tutto l’arcipelago delle Filippine, da vari stili di Sumatra e Giava.
William Marino
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Kuntao
La sua Genesi
Kuntao, raccoglie l’eredità delle arti marziali cinesi trasmigrate dal 1500D.C. fino ai primi del 1900D.C. in gran parte del sud-est asiatico nelle varie località di Taiwan, Singapore, Tailandia, Birmania, Malesia, Indonesia, Filippine, fino ad Okinawa.
Kuntao matura grazie ai flussi migratori che coinvolsero i viaggiatori cinesi come mercanti, nobili o criminali.
Kuntao è un insieme di stili, generato dall’incontro-scontro tra le diverse culture, dove i coloni cinesi vennero a contatto nelle terre straniere sopra menzionate.
Andrea Stefanelli - William Marino
La Storia recente:
Vari sono stati i fattori che hanno progressivamente indebolito le diverse arti marziali tra le quali Kuntao e Silat.
Come in gran parte dell’Oriente, anche le pratiche del Kuntao e Silat furono proibite dai colonizzatori; concedendo l’esposizione di tali maestrie, solo attraverso la danza e rappresentazioni teatrali.
Dai primi del 900, e progressivamente dopo le cacciate dei vari coloni, Spagnoli, Olandesi e Americani, a seconda delle Nazioni, delle reciproche date storiche, e con la costituzione dei Governi Nazionali, qualsiasi espressione culturale e marziale, venne scoraggiata o comunque sminuita.
Altro enorme contributo all'indebolimento di tali culture lo si può vedere attraverso diverse iniziative all'insegna del progresso e smania esterofila (il nuovo che avanza fa storicamente indebolire le tradizioni).
Da non sottovalutare anche l'avvento delle armi da fuoco e nuove tecnologie belliche molto più dirette ed efficaci in uno scontro.
Di conseguenza i cinesi ripresero il Kuntao in forma privata o comunque non palesemente divulgata.
Quindi, è un grande errore pensare, al giorno d’oggi, di andare in quei Paesi per trovare contenuti storico/tecnici originali, di alto livello e di semplice fruibilità.
Di fatto è molto più probabile ritrovare valori e contenuti reali del Kuntao, negli insegnamenti di famiglie emigrate/esiliate dal Sud Est Asiatico 70/100 anni fa; ...come per la Cina, Vietnam, eccetera...
Andrea Stefanelli – William Marino
Definizione e origini storiche:
La parola Kuntao contempla molteplici simbologie e significati.
Una prima lettura interpreta gli ideogrammi “mano-chiusa” e “arte”.
Secondo l’antica pronuncia della regione di Hokkien (o Fujian) corrisponde al mandarino Chuan Shu o quán tóu d?; e al giapponese kenpo.
Secondo l’antica pronuncia della regione di Hokkien nel dialetto Nam, KUNTAO acquisisce il significato di “via del pugno” (Quan tóu fang shì), dunque di pugilato nella sua accezione più ampia.
Forse, una definizione più corretta la si può trovare nella traduzione delle parole Kwoon (scuola o insegnamento) e Dou (rissa).
Nb: la “D” di “Dou” si pronuncia “T”, quindi la pronuncia è “Tou”; da qui la possibile traslitterazione fonetica “Kwoon tou” ed infine “Kun tao o Kun Tou”
Nb: la parola Kwoon a seconda di come viene posta all'interno di altre parole, può significare anche “contenitore” o “magazzino” (giusto per non sollevare eventuali polemiche sul significato della parola stessa).
Per altri, la parola significa invece mano chiusa o Chuan Shu (pugno libero), più legata forse al semplice concetto di rissa o scontro.
Un’ulteriore definizione indica la semplice traslitterazione o traduzione dal termine Kung-Fu trasmigrando dalla Cina a nuove Terre.
Ecco altre esposizioni scritte e matrici di varie Scuole: Kuen Tao - Kuen Dao - koon touw – Kuntaw - Hok Kuntao - Ngo Cho Kun Tao - Tat Kuntao - Wu Kuntao - Rossi Kun Tao - Kuntaw Lima-Lima - Kalasag Kuntao Silat - Kuntao Silat De Thouars - Kuntao Among Suntukan Kuntao - Silat Kuntao - ecc…, fino ad arrivare alla nostra scuola: “ ARDES KUNTAO ”.
Altra definizione di kuntao
Koen = pugno Tao = sentiero,via.
Liem Yoe Kiong afferma che la parola Kuntao proveniente dalla provincia di Hokkien, non corrisponde a definizioni come "difesa personale" perchè se tradotta nel cinese ufficiale Kon Yu divienterebbe"Djuen Tho" che significa solo pugno...mentre "self defence" sarebbe traducibile con "Djuen Su" (conoscenza del pugno).
Liem Yoe Kiong aggiunge inoltre che prima in indonesia la parola kuntao era molto più diffusa; ...ma causa del nazionalismo imperante dal 1950 raggiungendo l'apice nel 1970 con il dittatore Suharto, la parola kuntao cadde in disuso a favore della parola Silat.
Altrettanto nelle Filippine, parlando con la gente normale (no Fighters), la parola Kuntao viene menzionata come parola usata dai “vecchi dei villaggi”.
La stessa parola è presente in Cina e soprattutto a Taiwan, dove molti immigrati cinesi originari di Hokkien (oggi Fujian), dicono di provenire da là.
Questi parlavano un dialetto il cui nome è Nam Min che poi si è diffuso in tutto il sud est asiatico dove la parola kuntao vi è compresa.
...Tant'è che nello stesso dialetto, il praticante di kuntao si definisce Diyan Kun Tao .
Dunque è importante chiarire che “kuntao” non è creazione ed esclusività Malese, Indonesiana o filippina, bensì un prodotto originato dall'etnia Cinese.
Andrea Stefanelli – William Marino
Strategie e provenienze del combattimento Kuntao
L’identificazione tra Tai Ji e kuntao:
Ill maestro Willem Reeders conosciuto anche con il nome cinese di Liu Seong (essendo mezzo cinese e mezzo olandese e addestrato dallo zio, cinese di razza pura) afferma che marzialmente parlando Tai Ji e kuntao sono sinonimo della stessa Arte, in quanto si tratta di uno stile sia duro sia morbido che sviluppa potenza esplosiva da qualsiasi posizione, a corta e a lunga distanza.
Willem de Thouars, Kun Tao Silat, Gulfport School of Tai Chi Chuan
le origini del Kuntao della famiglia De Thouars arrivano dal Maestro Cinese Li Po Chang, nato in Cina nella provincia di Hunan nel 1830.
Li Po Chang era uno studioso di Tai Ji Quan, Hsing-i e Pa Qua; e diede alla propria arte il nome: PO QWA ZEN.
Dopo la morte di Li Po Chang, uno dei suoi discepoli Liem Ping Wang, si trasferì in Indonesia attorno al 1900, e maturò il suo stile chiamandolo inizialmente: Shing Chu Chuan-i.
Liem Ping Wang allenò Willem (in seguito WdT) dall'età di 5 anni.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Liem Ping Wang venne ucciso dai giapponesi.
WdT continuò i suoi studi marziali con i tre discepoli “finiti” di Liem Ping Wang,
Il primo dei tre discepoli fu il Maestro: Tan Tong Liong.
Lo stile “Interno” della scuola del Maestro Tan Tong Liong prendeva il nome di:Que Moi Kuntao Shantung.
Il secondo discepolo, Maestro: William Chen, insegnò lo stile “Esterno”: Kwantung po Kwa zen Kuntao.
Il terzo discepolo, il Maestro Buk Chin proseguì gli insegnamenti con lo stile Tai Keh (Tai Chi) e Pa Kwa Zen Kuntao.
Successivamente WdT ha studiato Silat Pejut Samull (una combinazione tra il Silat e Kuntao) da un prete mussulmano: Raden Duran Hadji Samul.
Tat Kun Tou
cinese tradizionale: ???;
t? dào quán;
letteralmente "Way of the Fist Kicking"(la via dei calci e pugni nel senso di “manate”),
E 'stato creato dal Maestro: Joe Go Go (Go Hoo Se) in Balintawak a Barangay (village) of Quezon City nelle Filippine.
Professionista esperto di altre arti come il Tai Chi - Kun Tao e Go Kun Cho (la Boxe dei Cinque Antenati).
Il Maestro “Jogo” (il suo nome abbreviato) sviluppa un sistema che simula una versione disarmata chiamata Tat Kun Tou.
Tat Kun Tou è un sistema cresciuto per le strade di Cebu.
Si narra tra i combattenti che si vedeva subito un praticante di Tat Kun Tou dalla loro efficacia e dallo stile di “Jogo” il loro maestro.
Con le arti marziali cinesi, in particolare il Tai Chi, “Jogo” ha approfondito lo studio dei movimenti sottili e le “forme”, sviluppate per creare forza e stabilità al tronco e di conseguenza a tutto il corpo.
lo chiamò Banate Eskrima.
L'enfasi di Banate è il movimento della colonna vertebrale, lo spostamento del peso e il movimento preciso dei 12 colpi con relative difese.
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Si potrebbe andare avanti ad oltranza con nomi e riferimenti storico geografici, ma pensiamo di aver descritto un quadro decisamente chiaro sulle radici e genealogie del Kuntao.
Tai Ji è dunque l’origine che realizza le fondamenta del Kuntao.
kuntao è descritto come l'evoluzione estrema del Tai Ji, per questo motivo viene definito con l'appellativo di “Controlled Insanity (follia controllata)”.
Il Kuntao cinese viene definito come: lo studio del combattimento di pugilato caratterizzato da un insieme di conseguenti “strappi e rotture”.
Ovviamente non ci stiamo riferendo a quel tipo di Tai Ji propagandato dalle scuole vicine alla New Age, bensì all'arte della guerra e del combattimento reale per la quale il TJQ fu concepito in origine.
E’ fondamentale ricordare che Tai Ji Quan nasce dal Generale Chen Wangting come addestramento per i soldati arruolati dagli Imperatori della Dinastia Ming e successivamente Ching
Una delle forme di Tai Ji Quan più reali per il combattimento la troviamo nell’Isola di Taiwan; guarda caso Taiwan forma una retta geografica tra Hokkien (oggi Fujian), le Filippine per finire in Malesia/Indonesia.
Maestri di stili ibridi Cino-Malesiani parlano di Kuntao; in termini pratici spiegano lo stile con questa frase "mani cinesi, piedi indonesiani".
...Questo potrebbe far capire a grandi linee, quali siano i pesi e le influenze negli stili di kuntao Silat.
Le peculiarietà filippine e indomalesiane, nell'approccio al combattimento lasciano un segno facendo sì che alle tipiche armi cinesi si aggiungano quelle del patrimonio indigeno rendendo il tutto, se possibile, ancor più crudo, meno raffinato e ancor più pragmatico.
Andrea Stefanelli – William Marino
La Nostra Pratica
La ricerca da parte di Ardes é dedita al recupero della funzionalità marziale dell'arte da combattimento cinese “KUNTAO” nelle sue forme più reali e tradizionali; scevre per ciò da qualsiasi elemento accademico di wushu moderno o dalla spettacolarizzazione delle tipiche danze indo-malesiane dalle quali il Silat, ad esempio, è risorto ed in qualche modo ne è stato ricostruito e riproposto.
Il cinese Wushu moderno e le danze tribali indo-malesiane, sono elementi che hanno progredito alla definitiva diluizione di questo patrimonio.
Lo scopo della nostra ricerca rivolge l'attenzione alle similitudini presenti nei diversi stili che hanno portato in vita il Kuntao.
Constatare i medesimi “principi tecnico marziali” che sopravvivono in più aree e che si rivelano essere realmente funzionali nonostante le diverse condizioni, culture, territori e periodi storici.
E' affascinante considerare l'esistenza e la funzionalità dei medesimi schemi presenti nel tai chi taiwanese (base biomeccanica del nostro stile/sistema), come nel Chan Gua Mai No del Kenpo di Okinawa o nel Kalasag Kuntaw filippino.
Ciò fornisce una conferma funzionale sull'approfondimento delle tecniche e sulle diverse sfumature che queste hanno assunto nelle diverse colonie.
Queste ricerche ci permettono di valutare, considerare e scartare la montagna di aberrazioni accademiche inutili che si affacciano nel panorama delle arti marziali; approcci e metodologie approssimative dovute al modernismo del mondo marziale attuale, molto spesso create per una subdola rincorsa all'effetto scenico più che alle realtà di un combattimento.
Andrea Stefanelli – William Marino
SILAT
Silat, (conosciuto più diffusamente con nomi come: Pentjak Silat, Penchak Silat, Pencak Silat, ecc...) è l’arte marziale tipica del sud-est asiatico presente in Indonesia, Malesia, sud delle Filippine, Brunei, sud Thailandia e Singapore.
Sotto questo nome generico si raccolgono numerosi stili con caratteristiche distintive, proprio come accade nel wushu cinese.
Nella sola Malesia, dove l’arte prende il nome di Seni Silat, si contano più di 150 stili diversi. Nell’arcipelago Indonesiano se ne contano almeno 250.
Esistono svariate traduzioni del termine Penchak Silat; molti ritengono che il nome contenga in sé influenze cinesi derivanti dalla parola Pencha, intesa come deflettere, e dalla parola indiana Saula, intesa come azione compiuta con le mani.
Altre traduzioni vogliono che la parola Pentjak stia ad indicare l’espressione artistica del movimento; la parola Silat la connotazione marziale del movimento stesso e la sua applicazione al combattimento.
Questa è la definizione oggi accettata dalla IPSI (Ikatan Pencak Silat Indonesia).Il nome doppio e i simboli del fiore “Kembang” con il frutto “Buah”, evidenziano la doppia natura del Pencak Silat durante l'esposizione ed esecuzione delle forme di quest’arte marziale.
...Prende il nome di Kembang l’esecuzione di una forma esibita in pubblico in cui il movimento estetico è preminente su quello funzionale.
Si utilizza il nome di Buah quando la forma acquisisce manifestamente l’efficacia marziale per l’addestramento dei praticanti, in situazioni private, lontano dagli occhi indiscreti del pubblico
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Principi distintivi del Silat
I principi basilari su cui si basa l'arte marziale del sud est asiatico sono riassumibili in:
Aderire all’avversario:
Nel Pentjak Silat è posta enfasi sulle così dette tecniche di in-fighting o close combat o in maniera più semplice di combattimento a corta distanza (Per capirci..., si tratta di tecniche intermedie tra wing chun e grappling).
Rotazione giroscopiche:
Tecniche come “Puter Kepala”, traducibile semplicemente come “ruotare la testa”; ...pur essendo presenti in altri stili sono un vero e proprio trademark del Silat.
Utilizzo offensivo del footwork:
Studio ed applicazione dei Langhkas (pattern geometrici) insegnati separatamente dai Jurus (brevi sequenze solitamente eseguite solo con le braccia); il praticante combina con questi per dare vita a infinite combinazioni di movimento, atte a sviluppare la totale indipendenza tra mani e piedi.
Sedersi e cambiare livello:
Sempok e Depok: oltre ai tipici spostamenti presenti in tutti gli stili, siano essi circolari o a triangolo come per esempio nell’Arnis de Mano, il Silat aggiunge al combattimento un’ulteriore “dimensione” quella del piano verticale, usando movimenti di seduta al suolo (sia in fase offensiva che difensiva)e veloci ritorni alla posizione eretta.
Forze opposte su linee parallele:
Gunting espresse nelle forbici, ad esempio alle gambe, di cui quest’arte è ricca.
Forze opposte sulla stessa linea:
tipica delle gomitate a corta distanza che vedono l’utilizzo sia della gomito che della mano libera che solitamente si occupa di afferrare o il capo o l’arto del contendente in modo tale da aumentare l’impatto della percussione e da conservare la corta distanza.
Fruste o Petjut:
Tecniche che fanno uso del contraccolpo per aumentarne la contundenza.
Sapuan ovvero l'arte di spazzare:
Sapu spazzate in avanti.
Beset Spazzate indietro.
Nel Silat, differentemente dalle proiezioni di Judo, Aikido, ecc..., ben conosciute dagli appassionati di arti nipponiche..., la caduta dell’avversario non è mai circolare ma è attuata in modo tale da provocare il massimo danno all'avversario durante l'impatto al suolo.
La proiezione Silat è sempre accompagnata dalla combinazione di tre elementi:
percussioni combinate con il posizionamento strategico dei piedi e l’utilizzo di particolari leveraggi.
Armi Le armi sono ben presenti nel sistema e comprendono numerose lame di diverse fogge, da quelle tipicamente hindu a quelle arabe. Ciò è dovuto alle influenze apportate dai vari dominatori che si sono succeduti nei diversi periodi storici in Indonesia e in Malesia.
Andrea Stefanelli / William Marino
...Prossimamente Continua...
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